Sono stato un fine settimana ad Atene, in aereo, senza moto.

La nazione sta vivendo un periodo di crisi profonda. Il nuovo governo Tsipras si fa promotore del movimento anti-germania che impone l’austerity ai paesi il cui debito sovrano sta risentendo maggioremente della crisi, i cosiddetti PIGS,  soprannome poco simpatico dato dall’Economist a Portogallo, Italia,Grecia e Spagna. (le iniziali). Arriviamo ad Atene quando si sono appena conclusi i colloqui tra il capo di stato e Putin, e miracolosamente è arrivato al Fondo Monetario internazionale il saldo della prima trance del prestito salvastati di 250 milioni di Euro.

Il primo impatto è come sempre la metropolitana, che mi colpisce per il fatto di non avere tornelli o alcun controllo.

La civiltà di questa scelta mi sembra superiore a qualunque altra io abbia mai visto. Le regole non vanno imposte, ma condivise. I cittadini si adeguano e non c’è più bisogno di alcuna forzatura. Non a caso la filosofia è nata qui penso.

Passeggiando tra l’Agorà e l’Acropoli è impossibile rimanere indifferenti alla delicatezza delle forme del partenone, squadrato ma ancora non preda dei fronzoli corinzi, simbolo di quell’Atena, dea della saggezza, che qui ha trovato giustamente casa, e vi dimora da secoli.

L’ordine e la pulizia dei suoi giardini mi lasciano credere che questo culto non sia stato mai abbandonato realmente dai greci

L’invisibile presenza di addetti alla manutenzione e pulizia rende l’atmosfera di quiete di questa città un luogo dove lasciarsi riscaldare dal tiepido tepore del sole che inizia ad affacciarsi in questa primavera.

I prezzi sono abbordabili e non vengono applicate maggiorazioni, al contrario che da noi penso, dove ad esempio, la bottiglietta d’acqua a San Pietro costa il doppio se fa caldo.
Il casco per legge non è obbligatorio.

Ma oltre questo a è un’altro il particolare che avevo notato su parecchi mezzi mi sono soffermato a studiarema su questa splendida Ducati. La stranezza di questa targa l’avrete notata anche voi. E’ collegata con un dispositivo elettrico che con un comando al manubrio può sfuggire ai  temuti controlli.

Illegale, ma tollerato. Ebbene i furbi ci sono anche li, e sono bel l’80% dei motociclisti a dotarsi di questo dispositivo atto a truffare lo stato, mi conferma il proprietario dell’italico bolide.

Essendo diventato un costume diffuso la polizia chiude un occhio. Che tutti e soli i motociclisti siano furbacchioni ne dubito.
Due millenni fa la struttura politica su cui si poggiava la Grecia, ovvero la Polis, entrò in crisi perché i cittadini erano esasperati dalle continue guerre. Rammentavo però che in parallelo a questo la Grecia in quel periodo dipendeva completamente per il suo sostentamento dalle tasse e dalle vettovaglie che giungevano dalle colonie. Quando queste si sono ribellate, non è stata più capace di far fronte ai costi della guerra e si è aperta a conquistatori stranieri che la hanno portata in una nuova era di splendore il periodo ellenico. In seguito  forse il loro impero si era esteso troppo e la loro forza militare venuta meno, o semplicemente si erano adagiati un’altra volta e sono hanno lasciato che i romani li trasformassero in una loro  provincia. E  questa strana storia nei secoli forse si è ripetuta altre volte. Ieri sono andati da Putin.

Mi fa riflettere anche come nel 1896, grazie ad una cospiqua donazione, abbiano ricostruito, tutto in marmo, il bellissimo stadio panathinaikos pagandolo una cifra dell’ordine del miliardo di euro.

Vero però che hanno tutte le ragioni per avercele con i Tedeschi che durante la guerra hanno letteralmente distrutto le loro riserve, la loro economia e la loro moneta, ma l’impressione di essere un’economia che tenta di risollevarsi in questi giorni di festa, è Pasqua ortodossa per loro, giustamente forse non riesco a vederla.

Il loro astio verso la Germania è ben motivato dagli ingenti danni che i nazisti hanno provocato al loro intero apparato economico durante l’occupazione. La loro moneta e le loro riserve sono state letteralmente distrutte e questo debito quasi cancellato.

Ad ogni modo ad Atene sono stato benissimo. La cucina è ottima, il clima e le persone ancora meglio. Non vedo l’ora di tornarci in moto a gironzolare tra le isole.  Mi farò montare un dispositivo come la ducati ? Non credo, non fa per me, come l’andare in giro senza casco. Non sono abbastanza bravo da poter dire che non cado mai.

Questo loro andare senza casco ed evitare i controlli spero si limiti ai motociclisti incivili e non sia mai portato a simbolo dell’incoscienza di un popolo che rischia la morte ad ogni colpo di gas.